È arrivato quel periodo dell’anno che io definisco “la resa dei conti”. Insieme allo sbocciare dei primi fiori anche noi studenti usciamo dallo stato letargico in cui ci siamo rifugiati oziosamente per affrontare il gelido freddo invernale. Non possiamo più rimandare i nostri doveri. I primi raggi di un sole sempre più caldo spronano ad uscire di più, a fare cose sempre più nuove.

Quale migliore occasione di approfittarsi delle belle e lunghe giornate per poter dare il via a qualcosa di costruttivo e stimolante? Influenzati dalla positività che il bel tempo trasmette, sarebbe un buon consiglio da seguire quello di rispolverare il proprio cv e candidarsi al volo alla prima occasione interessante.

Molto spesso i cv sono la fotocopia di un originale ormai sbiadito nel tempo. Chi legge i nostri percorsi lavorativi è alla ricerca di qualcosa di nuovo, che catturi la sua attenzione e che rimanga a galla sulla superficie rispetto alle tante informazioni, tutte troppo simili, che vanno a fondo. Insomma la chiave sta nell’impressionare positivamente chi ha il compito di valutare il primo step di un candidato. Il secondo step sarà risultare brillanti al colloquio conoscitivo, ma procediamo per gradi.

La domanda legittima da fare è: “cosa dovrei scrivere per arricchire il mio cv se oltre al mio percorso scolastico?” A volte la differenza può farla anche la forma che si usa per esprimere un concetto. Partendo dal concetto che un curriculum deve raccontare una piccola biografia personale, bisogna essere precisi e sintetici nel presentarsi. Oltre ai contenuti personali, è importante specificare l’obiettivo professionale che si vorrebbe raggiungere e i risultati già ottenuti riguardo questa strada. Avere le idee chiare sul proprio futuro non è mai sinonimo di altezzosità e presunzione.

Non necessariamente bisogna scaricare un modello da internet e compilarlo seguendo uno schema preimpostato. Per evitare la fotocopia di cui vi parlavo, è consigliabile scrivere un cv partendo da un foglio bianco utilizzando caratteri facili da leggere come l‘Arial 11.

Un curriculum è diviso in blocchi. Nella prima sezione vanno inseriti i dati anagrafici. Nella seconda le esperienze formative, dalla più recente fino al diploma superiore. La terza sezione è quella dedicata alle esperienze lavorative e vale lo stesso principio di elencazione della sezione precedente. Un’ulteriore mossa favorevole è quella di inserire separatamente ogni lavoro, creando un elenco puntato, ed elaborare i dettagli dei compiti eseguiti, descrivendo le abilità necessarie che ci sono volute e l’eventuale formazione ricevuta dall’esperienza. Le ultime sezioni riguardano nell’ordine: la conoscenza di lingue straniere, le conoscenze informatiche, gli interessi come hobby e attività culturali e infine le aspirazioni. Riguardo alle competenze informatiche, male non farebbe se si enfatizzassero anche le competenze collegate ai social network e le abilità tecniche che riguardano altre componenti.

Oltre ad aggiornare il proprio cv ogni volta che si è conclusa un’esperienza degna di nota, sarebbe consono informarsi sull’azienda a cui abbiamo deciso di presentare la nostra candidatura per riuscire a ritagliare un cv su misura, a prova di target aziendale.

In caso di dubbi, incertezze, domande, la miglior soluzione è sempre quella di guardarsi intorno e chiedere a chi magari è già riuscito nell’intento e ha superato il primo step verso l’assunzione. Come sempre, insieme si cresce!